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venerdì 21 dicembre 2012

BUON NATALE 2012 a tutti VOI !!!!!!!!



L'agrifoglio è una pianta magica fin da prima dell'avvento del Natale cristiano, si dice che proteggesse dai demoni e portasse fortuna. I suoi primi utilizzi risalgono all'Irlanda dove anche le famiglie più povere potevano permettersi di utilizzarlo per decorare le proprie abitazioni.

I pagani (principalmente la tradizione celtica della festa di Yule), celebravano la rinascita del sole al solstizio d'inverno (analogamente ai Saturnali e al Sol Invictus-Natalis Invictus per l'impero Romano). La rinnovata ascesa del sole in cielo che iniziava al solstizio era simbolicamente inscenata come una battaglia tra la quercia estiva e, appunto, l'agrifoglio invernale.
Le rosse bacche dell'agrifoglio rappresentavano la fertilità durante la profonda oscurità invernale, una promessa di ritorno di luce e calore.
Successivamente, i cristiani, nel tentativo di soppiantare le festività pagane sovrapponendo a queste dei nuovi significati, posero il Natale proprio il 25 Dicembre, semplicemente sovrapponendosi (e in realtà mantenendo) la precedente antica tradizione.
Visto che molti simboli della tradizione precedente, come l'agrifoglio, persistevano alla tentata cancellazione cristiana (essendo simboli non legati al cristianesimo il primo approccio provato fu l'eliminazione), la nuova religione cercò di ridefinire nel tempo il loro significato originale.[1] [2] [3] [4]
Secondo la nuova tradizione cristiana, la struttura della foglia infatti ricorderebbe la corona di spine di Gesù Cristo e i frutti rossi il suo sangue. Inoltre i boccioli bianchi sarebbero immagine della purezza della Madonna. Tra le tradizioni cristiane si dice che le bacche dell'agrifoglio derivassero dal sangue coagulato di un pastore che nel recare doni a Gesu' si era ferito con le foglie pungenti della pianta.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ilex_aquifolium

giovedì 30 agosto 2012

LAVORI IN CORSO...ELEFANTE :)





ELEFANTE
L'elefante è considerato emblema di castità e di temperanza. E' un simbolo molto positivo, è considerato saggio e anche particolarmente casto poichè lo si riteneva frigido. In ambito magico-popolare questa figura fu notoriamente sentita come segno beneaugurale. Spesso è inserito di fronte all'albero della vita tra riffigurazioni di vegetazione rigogliosa, o è collocato fra gli abitanti del paradiso terrestre. Lo si ritrova anche nella tipologia mariana come modello di castità e di forza e di "torre eburnea" per la costruzione della torre che portava nelle spedizioni militari. L'elefantessa partoriva il suo piccolo nell'acqua di una palude, mentre il maschio faceva la guardia per scacciare il drago minaccioso. La figura dell'elefante è anche un simbolo del battesimo.
La tipologia dell'elefante è la stessa sia nel Fisiologo greco che nel Bestiario latino che in quello d'amore. In tutti e tre i testi l'elefante è raffigurato come nemico del serpente (che nel Bestiario d'amore diventa un drago), che rappresenta il male. La femmina dell'elefante, quando giunge l'epoca in cui deve partorire, per proteggersi dal serpente se ne va in uno stagno d'acqua e vi entra finché l'acqua non le giunga fino alle mammelle, e poi partorisce il figlio sull'acqua. Mentre partorisce, l'elefante maschio la protegge dal serpente, poiché il serpente è nemico dell'elefante, e quando l'elefante lo trova, lo calpesta e lo uccide. Per la sua forza l'elefante è anche utilizzato nelle imprese belliche.
Nel Bestiario d'amore la storia è simile, ma il male, cioè  in questo caso il drago, rappresenta chi svela i segreti d'amore che gli sono stati confidati.
http://www.irreer.it/bestiario/beslat/ruote.html

giovedì 17 maggio 2012

STORIE DI PRINCIPESSE :)



Peonia
Il fiore della peonia è tra i più venerati in Oriente da migliaia di anni come portatore di fortuna e di un matrimonio felice. Appariscente, lussureggiante, elegante incarna amore e affetto, prosperità, onore, valore, nobiltà d’animo e, in piena fioritura, pace. Dolcemente profumata e di lunga durata, definita 'rosa senza spine' dagli europei, simbolo delle romantiche storie d’amore


La peonia, considerata la ‘regina di tutti i fiori’ nella Cina antica, si è diffusa come pianta ornamentale con l'imperatore Yang (605-617) della dinastia Sui (581-618), diventando popolare e protetta nei palazzi imperiali durante la successiva dinastia Tang (618-907)


Simbolo tradizionale nell’arte floreale orientale, la peonia apparve dapprima nell’arte cinese per rappresentarne la forza vitale su quadri, porcellane, vestiti ricamati, paraventi dipinti e arazzi; in epoca contemporanea è spesso abbinata a raffigurazioni di uccelli e di bambù. Nelle raffigurazioni, il fiore bianco di peonia simboleggia la purezza verginale delle ragazze, mentre quello di colore rosso è più simbolico della femminilità erotica. Dopo l’introduzione in Giappone nel XVIII secolo, le immagini delle peonie sono comparse su arazzi, dipinti, stoviglie di porcellana, ricamate sui kimoni tradizionali in seta. Alla peonia sono anche dedicate molte poesie haiku, anche dai più famosi poeti e pittori, come Buson Yosa (1716-1784), che ne scrisse 28 haiku a tema su 3 mila, e Issa Kobayashi (1763-1828), con almeno 84 poesie su 20 mila haiku.


http://www.giardinaggio.net/Fiori/significato-dei-fiori/Peonia.asp

mercoledì 9 maggio 2012

TRIFOGLIO ! :)


TRIFOGLIO

Il termine Trifoglio deriva dal latino Trifolium che significa costituito da tre foglie, quale è la forma che contraddistingue le foglie di questa pianta. Il trifoglio è da sempre conosciuto per la dolcezza del proprio nettare che attira ogni genere di insetto. Numerose sono le proprietà attribuite al Trifoglio e vanno dal potere calmante degli infusi ricavati con le foglie della pianta, utili soprattutto contro i mali di stagione, all'efficacia come antidoto per il veleno. Da sottolineare è infine che il Trifoglio è il simbolo della fertilità; il Trifoglio è infatti in grado di sintetizzare l'azoto atmosferico nel terreno restituendo allo stesso la fertilità. A tale proposito ricordiamo che durante la fase più tardiva dell'epoca rurale (1700) in tutta l'Europa si diffuse l'usanza di coltivare i terreni non più produttivi con il Trifoglio.


venerdì 4 maggio 2012

VOLO DI LIBELLULA :)



Libellula...
ORIGINE DEL NOME LIBELLULA 
L’etimologia della parola  Libellula  ha origine incerta e secondo alcuni
studiosi deriverebbe dalla parola latina libellus, cioè piccolo libro; questa
immagine evoca la figura dell’insetto posato, le cui ali, aperte o chiuse,
ricordano le pagine di un libro. Secondo altri questo nome potrebbe
essere il diminutivo di  libella,  cioè piccola bilancia, per il movimento di
oscillazione delle ali quando l’insetto è posato. Altri autori, invece, sono
convinti che Linneo derivò il nome libella dalla sua prima apparizione nel
testo  Libri de piscibus marinis di Guillaume Rondeletius (1554), in cui
l’autore assegnava il nome “libella insecto fluviatilis” a quello che
sicuramente era una larva di Zigottero, commentando che somigliava
nell’aspetto allo squalo martello, classificato come Libella marina.
Il termine Odonati fu creato dall’entomologo danese Fabricius nel 1793
per indicare l’intero ordine di questi insetti, ed  è una contrazione di
Odontognati, composta da  οδονς = dente e  γναϑος = mandibola; quindi
insetti dalle mandibole dentate.
LE LIBELLULE NELLA TRADIZIONE 
Le libellule sono sempre state presenti nella conoscenza popolare,
influendo in maniera positiva o negativa sull’immaginario collettivo, a volte
viste come portatrici di buona sorte e simboli di coraggio e a volte come
creature del male.
La visione della libellula nella tradizione differisce totalmente tra Asia
ed Europa; in paesi come Cina e Giappone viene considerata una presenza benigna e portatrice di buoni auspici, in Giappone è simbolo di coraggio,
forza, vittoria e felicità. Il primo imperatore del Giappone chiamò il suo
paese Akitsu shima, che significa”isola delle libellule”.
In Europa, al contrario, veniva vista, soprattutto nel Medioevo, come
cattivo auspicio e creatura del demonio.
Questa visione negativa si riscontra anche nei nomi assegnati alla libellula
nei vari paesi come, ad esempio,  dragonfly in Inghilterra,  caballito del
diablo  in Spagna,  aiguille du diable in Bretagna e  teufelspferd  in
Germania.
Una delle caratteristiche fantastiche attribuite alle libellule è quella di
avere la capacità di ferire le persone pungendole o morsicandole; questa
immagine è probabilmente dovuta alla caratteristica di alcuni Anisotteri
di avere l’ovopositore molto grande e somigliante a un pungiglione.
Tuttavia, in Europa la libellula non è sempre stata  vista come essere
demoniaco o pericoloso, ma anche come una creatura  dolce e delicata,
come dimostrano i nomi, solo al femminile,  damselfly (Inghilterra),
damoiselle (Francia) e jungfer (Germania).
Nei dialetti delle nostre zone i nomi attribuiti alle libellule sono molti. Per
gli Zigotteri in genere i nomi dialettali sono munga (monaca), suor (suora),
e  sciuréta d’acqua; e per gli Anisotteri  prîjvi (prete),  fra (frate),
cardinalu (cardinale) e papa (papa).
http://www.provincia.novara.it/Agricoltura/ProgettiRicerca/libellule_cirabebe.pdf

giovedì 19 aprile 2012

TODAY ...TULIPANO :)



Tulipano: non tutti lo sanno ma il fiore che rappresenta il vero amore è il tulipano, il fiore perfetto per una dichiarazione d'amore in piena regola. La leggenda popolare racconta che il fiore sia nato dal sangue di un giovane suicidatosi per amore. Perfetto per dire che amate e amerete per sempre. Onestà. Messaggio d'amore.
TULIPANO "ti amo"
Nessuno vuol togliere alla rosa rossa lo scettro di regina degli innamorati, però la letteratura parla chiaro: il fiore simbolo delle dichiarazioni d'amore, cioè quello che inequivocabilmente significa "ti amo", è il tulipano. Il sultano delle Mille e una notte ne lasciava cadere uno rosso ai piedi di una donna dell'harem per farle capire che era la prescelta. Ma una leggenda popolare sostiene, al contrario, che erano le odalische a lanciarli oltre le sbarre dell'harem per mandare messaggi al fidanzato perduto. Comunque sia, in tutto il mondo il tulipano parla d'amore. Forse perchè la leggenda più antica che lo riguarda (di origine persiana) sostiene che il fiore sia nato dalle gocce di sangue di un giovane suicidatosi per una delusione amorosa.
Attualmente, comunque, il suo significato non allude a relazioni sfortunate, bensì a quelle più equilibrate e perfette. Un'interpretazione diffusissima, ma in netta contrapposizione con altre credenze (meno in uso) che lo vedrebbero invece incarnare i sentimenti scostanti. Si tratta di voci difficili da conciliare, ma in fondo non c'è rischio di sbagliare: l'amore più duraturo non è forse quello fatto di mille capricci e vicendevoli inseguimenti?
Il tulipano è un fiore originario della Turchia. Molto apprezzato nell'antichità da Turchi e Persiani, fu introdotto in Europa nel 1500 e divennero subito di gran moda in Olanda e in Inghilterra. I prezzi aumentarono al punto che solo i più ricchi potevano permetterseli e perciò il governo inglese dovette imporre un prezzo fisso per i bulbi.
Il significato del fiore varia a seconda del colore:
Tulipano rosso: dichiarazione d'amore.
Tulipano giallo: c'è il sole nel tuo sorriso, amore disperato.
Tulipano screziato: i tuoi occhi sono splendidi
Tulipano violetto: modestia.


 http://www.carlosarno.it/carlosarno/altro/significatofiori.htm

martedì 27 marzo 2012

GHIRLANDA PASQUALE



 
 ...per la sagoma degli uccellini... http://www.disegnidacoloraregratis.it/animali/uccelli.php  forbice, carta,  tessuto a piacere, colla vinavil e filo  (in questo caso filo da uncinetto oro ma può essere anche spago ) per bordare l'uccellino.   Tre perline per l'occhio, ago e  filo per cucirle.

Olivo
La storia dell'olivo è profondamente legata a quella dell'umanità; nelle origini di questo prezioso albero storia e mitologia si intrecciano, fino a confondersi. Comparsa per la prima volta probabilmente nell'Asia occidentale, la pianta dell'olivo si diffuse in tutta l'area mediterranea, dove il suo culto fu consacrato da tutte le religioni.
Fin dai tempi più remoti l'olivo venne considerato un simbolo trascendente di spiritualità e sacralità. Sinonimo di fertilità e rinascita, di resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre, simbolo di pace e valore, l'olivo rappresentava nella mitologia, come nella religione, un elemento naturale di forza e di purificazione.
E' ormai accertato che la coltivazione dell'olivo risale ad almeno 6.000 anni fa: ne fanno fede racconti tradizionali, testi religiosi e rinvenimenti archeologici.
Probabilmente la pianta ebbe il suo habitat originario in Siria ed i primi che pensarono a trasformare una pianta selvatica in una specie domestica furono senza dubbio popoli che parlavano una lingua semitica.
Dalla Siria facile fu il suo trapianto in Grecia dove trovò una inaspettata fortuna e applicazione che la resero, poi, indispensabile ai popoli antichi del Mediterraneo.
A conferma della millenaria storia dell'olivo ricordiamo come la tradizione pone di fronte all'antica Gerusalemme il "Monte degli Ulivi", o come la bellezza di questa pianta sia cantata spesso nell' "Antico Testamento" (v. libro del profeta Osea dove il Dio d'Israele è paragonato alla magnificenza dell'olivo).
Sono circa settanta le citazioni che se ne fanno nella bibbia. D'altra parte che questo fosse un simbolo è chiarito anche dall'episodio della colomba che torna all'arca di Noè tenendo nel becco un rametto d'olivo. Lo stesso nome di Gesù, christos, vuol dire semplicemente unto. La Bibbia racconta che fu un Angelo a dare a Seth, il figlio di Adamo, tre semi da mettere fra le labbra del padre dopo la sua morte. Dalle ceneri di Adamo germogliarono così un cedro, un cipresso e un olivo.
Nella tradizione cristiana, da secoli, viene usato olio d'oliva per la celebrazione di alcuni sacramenti: Cresima, ordinamento sacerdotale, Estrema Unzione. Ed è un rametto di olivo benedetto che viene distribuito a tutti i fedeli la Domenica delle Palme, in ricordo della resurrezione e come simbolo pace.
Nell'antica Grecia agli Ateniesi vincitori venivano offerti una corona di olivo ed un'ampolla d'olio; mentre gli antichi Romani intrecciavano ramoscelli di olivo per farne corone con le quali premiare i cittadini più valorosi.


lunedì 12 marzo 2012

FREE...CROCUS

 Etimologia [modifica]

Il nome del genere (Crocus) deriva dal greco Kròkos (c'è un esplicito riferimento a questo fiore nell'Iliade di Omero – Libro XIV, versetto 347) che significa “filo di tessuto” e si riferisce ai lunghi stigmi ben visibili nella specie più conosciuta (e coltivata) di questo genere (Crocus sativus). La prima documentazione dell'uso di questo nome lo abbiamo da Teofrasto di Efeso (Efeso, 371 a.C. – Atene, 287 a.C.), filosofo e botanico greco antico nonché discepolo di Aristotele.[3].
Altri testi traducono questo vocabolo (krokos) direttamente con “zafferano”, ma in realtà quest'ultima voce dovrebbe derivare dall’arabo Zaafran.
Il nome scientifico di questo genere è stato definito nel 1753 dal biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778).
 http://it.wikipedia.org/wiki/Crocus 


giovedì 1 marzo 2012

FREE...IRIS

In botanica, il genere Iris raccoglie circa duecento specie di piante della famiglia delle Iridacee, il cui fiore è comunemente conosciuto anche con il nome di giaggiolo.
Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno

 http://it.wikipedia.org/wiki/Iris_%28botanica%29
 Tra tutti i fiori, l’iris trasmette più eloquentemente sentimenti profondi e positivi: l’assoluta fiducia, l’affetto dell’amicizia, il trionfo della verità, ma soprattutto la saggezza e la promessa della speranza, l'ultima a fuoriuscire dal vaso scoperchiato da Pandora, dopo che tutti i mali si riversarono nel mondo, come narra la mitologia greca. Secondo alcune interpretazioni, il numero tre ricorrente nell’iris – i petali in posizione verticale, quelli girati verso il basso, i boccioli per stelo – rimanda a quello della Trinità, motivo per cui l'iconografia cristiana ha assunto questo fiore come simbolo di fede, di coraggio e di saggezza. In Asia orientale, l'iris era considerato un talismano contro ogni maleficio, così che veniva dipinto sull'armatura dei soldati per proteggerli dai nemici. Il fiore di iris, ritto e proteso verso il cielo, era ritenuto anche simbolo di longevità. Disponibile in tantissime varietà come i colori dell'arcobaleno, oltre al bianco più puro, l’iris viene denominato ‘farfalla porpora’ dai cinesi per i vistosi petali posti a ventaglio svolazzanti sotto il soffio della brezza. In particolare, il fiore di iris viola (o ‘giaggiolo di S. Antonio’) è considerato simbolo di sapienza; bianco (‘giglio di Firenze’ o ‘giaggiolo bianco’), di purezza; blu (‘giaggiolo odoroso’ o ‘giaggiolo delicato’), di fede e di speranza, mentre in Giappone rappresentava le gesta eroiche della nobiltà.
Nel linguaggio floreale, un mazzo di iris è un regalo significativo per esprimere simpatia (compleanno, anniversario) e ammirazione (socio o collega), confortare (ammalato), incoraggiare nell’affrontare la vita e il futuro dopo le difficoltà, augurando l’arrivo di tempi migliori, ma è il fiore più specifico per il laureando in quanto riflette la saggezza acquisita con gli anni di studio e la speranza che percorso di successi continuerà.
 http://www.giardinaggio.net/Fiori/significato-dei-fiori/Iris.asp

 

martedì 28 febbraio 2012

FREE..VIOLETTA DI PARMA :)


Un vero mito ancora oggi, ricordo indelebile nel cuore dei parmigiani:
il ducato felice di Maria Luigia,seconda moglie di Napoleone Buonaparte, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847.
La sovrana austriaca che seppe conquistare l'amore e la fiducia dei suoi sudditi governando per un lungo periodo in pace e prosperità.
La violetta dorosa, il fiore diletto di cui si circondava, è diventato da allora il simbolo della città, quasi oggetto di culto.
Ancor prima del suo arrivo in Italia, nel 1815 scriveva dal castello di Schonbrunn alla sua dama d'onore a Parigi: "Vi prego di farmi tenere qualche pianta di Violetta di Parma con la istruzione scritta per piantarle e farle fiorire; io spero che esse germoglieranno bene, poichè io divengo una studiosa di botanica, e sarò contenta di coltivare ancora questo leggiadro piccolo fiore..."
E non appena arrivata a Parma ella si occuperà personalmente della loro coltivazione, sia nell'Orto Botanico da Lei voluto, sia nel giardino della residenza estiva di Colorno.
Maria Luigia amò la viola anche come simbolo e come colore: in alcune lettere una viola dipinta sostituisce la sua firma, e viola volle che fossero le divise dei suoi valletti, gli abiti dei cortigiani, i propri mantelli.
A Maria Luigia ed al suo amore per questo fiore si deve l'esistenza del profumo "Violetta di Parma": fu lei ad incoraggiare e a sostenere le ricerche dei frati del Convento dell'Annunciata,che, dopo un lungo e paziente lavoro, riuscirono ad ottenere dalla violetta e dalle sue foglie un'essenza del tutto uguale a quella del fiore.
I primi flaconi di Violetta di Parma, prodotti grazie alla abilità alchemica dei frati erano unicamente destinati all'uso personale della Duchessa Maria Luigia.
Fu da questi stessi frati che verso il 1870 Ludovico Borsari ebbe la formula segreta, sempre gelosamente custodita, per la preparazione di quel profumo ed ebbe per primo la coraggiosa idea di farne una produzione da offrire ad un pubblico più vasto.
Inizia così la carriera il futuro cavaliere Ludovico Borsari, che trasformerà la sua iniziativa nella prima grande industria italiana di profumi, nota in tutto il mondo. Abili creatori realizzarono scatole e confezioni preziose e soprattutto bellissimi vetri lavorati, che caratterizzeranno la produzione Borsari 1870 per oltre un secolo. http://www.parmaitaly.it/storia.html

giovedì 16 febbraio 2012

LITTLE LOVE... VIOLA DEL PENSIERO :)

Viola del pensiero....
La Viola del Pensiero fu uno dei simboli utilizzati durante l'Impero di Napoleone dalle compagini dei sui sostenitori, che anche clandestinamente sostenevano il proprio Imperatore; pare infatti che la Viola del Pensiero fosse la parola d'ordine dagli stessi utilizzata. La mitologia greca associa invece la Viola del Pensiero alla bellissima ninfa Io, di cui si innamorò perdutamente Giove, che, proprio per questo, fu trasformata per volere di Giunone in giovenca. Il significato comunemente attribuito alla Viola del Pensiero è dunque quello di riflessività e ricordo.
 http://www.giardinaggio.it/Linguaggiodeifiori/singolifiori/violadelpensiero.asp

 Viola del pensiero: pensiero intenso e romantico, è adatta per essere donata agli anniversari. Il significato delle viole è molto conosciuto. "Ti penso".
 http://www.carlosarno.it/carlosarno/altro/significatofiori.htm

mercoledì 15 febbraio 2012

FREE....LOVE ROSES


 

ROSA....
Derivato dal latino rosa e dal greco rodon, con identico significato, questo nome affettivo-augurale si riferisce al fiore della rosa. La tradizione di attribuire alle persone nomi di fiori (quali Margherita, Iris, Viola, Dalia, Camelia, Gardenia, Edera, Giacinto, ecc.), antichissima e molto diffusa, si lega al simbolismo ad essi attribuito. In questo caso la rosa, oltre ad essere considerato il fiore per eccellenza, è simbolo di bellezza, regalità, giovinezza e amore. Il nome si è diffuso in Italia a partire dal Medioevo.
Nel secolo scorso Rosa ha avuto grande diffusione in Italia, essendo il terzo più diffuso tra i nomi femminili[1].

 http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_%28nome%29

ROSA

Nel linguaggio dei fiori è simbolo per eccellenza della grazia e della bellezza.

È il fiore che ha ispirato i poeti di tutto il mondo e che nel corso dei secoli l'hanno definita in tanti modi, come ad esempio: la "regina dei fiori", la "figlia del cielo" e la "gloria della primavera".
Si dice che "ogni rosa ha la sua spina", poiché ogni cosa, anche quella più bella, ha necessariamente i suoi lati spiacevoli, e lo stesso significato ha il detto "non c'è rosa senza spine".
Si usa dire che "se sono rose fioriranno", se le cose andranno come si spera.

Le rose sono tradizionalmente regalate a San Valentino dagli innamorati, ma si usano anche per la festa della mamma.

È una pianta antica e molto rustica, coltivata e incrociata in numerose varietà, che portano nomi a volte bizzarri e colori fantasiosi.
A seconda del colore la rosa assume diversi significati.

ROSA BIANCA
Nel linguaggio dei fiori rappresenta la purezza.

ROSA GIALLA ACCESA
Nel linguaggio dei fiori la rosa gialla è il vessillo della gelosia.

ROSA GIALLA ORLATA DI ROSSO
Nel linguaggio dei fiori indica l'amore tenero ed eterno.

ROSA GIALLA PALLIDA
Nel linguaggio dei fiori esprime la titubanza in amore e richiede conferma.

ROSA ROSSA
Nel linguaggio dei fiori è senza dubbio la messaggera di un amore passionale e travolgente. Il rosso rappresenta il colore dell'amore, della vita, del sangue e del fuoco. Era considerato anche il colore del Dio della Felicità, che dispensava la ricchezza agli uomini.