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lunedì 1 aprile 2013

LUNEDI' DELL' ANGELO


Il lunedì dell'Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull'erba e attività all'aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti ad Emmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata "fuori le mura" o "fuori porta".
http://it.wikipedia.org/wiki/Luned%C3%AC_dell'Angelo

giovedì 28 febbraio 2013

TEMPO DI CROCO :)



Già conosciuto ai tempi dei Greci,
è un fiore diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, dall'Asia Minore all'Africa Settentrionale. Il suo nome deriva dal greco kroke, che vuol dire filamento, proprio a rappresentare i lunghi stimmi che caratterizzano il suo fiore. Omero descrive il talamo nuziale di Giove e Giunone ricoperto di tantissimi fiori tra cui il croco. Per questo motivo, uno dei significati attribuiti al fiore è quello della
passione e dell'amore sensuale. Al tempo dei Romani, il croco veniva posto sulle tombe, in quanto considerato simbolo di speranza
per la vita ultraterrena. Probabilmente, gli antichi conoscevano soltanto il croco da cui si ricava lo zafferano,
con il quale preparavano anche filtri
d'amore. Soltanto nell'età Vittoriana, al significato, in origine assegnato al fiore e cioè quello di amore appassionato, si iniziò ad affiancare quello di giovinezza spensierata.
http://www.giardinaggio.it/linguaggiodeifiori/singolifiori/croco.asp

domenica 10 febbraio 2013

PROFUMO DI GIACINTO :)


Giacinto è originario del mediterraneo orientale e delle regioni tropicali africane anche se attualmente è molto diffuso anche in Europa e in Asia. In Italia sono presenti alcune specie endemiche che presentano infiorescenze bianche e molto profumate. I Giacinti sono caratterizzati da sottili foglie carnose, nastriformi, di colore verde scuro e un bulbo arrotondato, tunicato, che produce alcuni bulbetti. Possono raggiungere i 30 centimetri di altezza. Nelle specie selvatiche, lo scapo floreale è composto da alcuni fiori (normalemte tra i 6 e i 10 ma a volte anche dai 4 ai 5) mentre, nelle specie ibridate e usate per la coltivazione intensiva, i fiori risultano ammassati gli uni agli altri e possono raggiungere anche le 30 unità come a formare una sorta di pannocchia.Il nome di questo fiore deriva dal personaggio mitologico Giacinto ucciso da Apollo. Un giorno, infatti, mentre Apollo e Giacinto giocavano al lancio del disco, Zefiro devuò il vento e Giacinto fu colpito alla tempia dal disco e morì. Apollo trasformò così Giacinto in un fiore di colore rosso porpora, per ricordare il sangue del suo amato. I fiori del Giacinto sono di solito molto profumati e i colori vanno dal rosa al lilla, all’azzurro. Coltivati già dagli antichi Greci e dai Romani, i Giacinti fecero parte della tradizione di Sparta per festeggiare le nozze di qualche familiare. Infatti, durante la fioritura dei Giacinti le fanciulle adornavano i loro capelli con corone composte da fiori di Giacinto.
A seconda del suo colore, il significato del Giacinto cambia, ma in generale questo fiore è simbolo di divertimento e gioco. Ideale da da donare a una persona che troviamo particolarmente simpatica, nella sua varietà rossa il Giacinto è simbolo di dolore.
Il significato delle più importanti varietà di Giacinto
Giacinto Bianco: bellezza.

Giacinto Blu: costanza.

Giacinto d'Olanda: simboleggia i divertimenti.

Giacinto Giallo: gelosia.

Giacinto Porpora: Invito al perdono nei confronti di chi lo dona.

Giacinto Rosso: dolore

Giacinto Rosa
: gioco.

venerdì 24 agosto 2012

I COLORI DELLA BOCCA DI LEONE



La bocca di leone è una pianta perenne o annuale di origine mediterranea il cui nome scientifico è  Anthirrinum Majus. Molto diffusa in Italia e negli altri paesi sud-europei, la bocca di leone è utilizzata moltissimo per i suoi fiori decorativi molto colorati, gialli, rossi, bianchi. Il fusto è legnoso alla base e carnoso nella parte superiore, le foglie sono di colore verde scuro mentre i fiori sono di diversi colori: gli spontanei sono di colore porpora e bianco mentre i fiori nati dagli incroci possono essere rosa, gialli, viola. Il nome di questa pianta deriva proprio dalla caratteristica forma del fiore che nasce su una sorta di spiga ed è compresso ai lati creando la forma molto somigliante ad una bocca di leone: in greco, il nome 'anti' indica la parola simile, il nome 'rhin' indica il naso, per cui con il nome scientifico si voleva sottolineare proprio la somiglianza di questo fiore ad un naso animale, poi tramutata in bocca di leone. Il significato nel linguaggio dei fiori che viene associato alla bocca di leone è quello di indifferenza e disinteresse: in passato, infatti, le ragazze indossavano uno di questi fiori tra i capelli per far capire al corteggiatore che non era desiderato. Quando il fiore termina il suo ciclo vitale al suo posto rimane un piccolo baccello secco nei quali sono contenuti i semi che possono essere riutilizzati per una nuova semina. La bocca di leone ama molto la luce del sole per cui l'esposizione migliore per questa pianta è in luoghi soleggiati; durante l'inverno si può mantenere la pianta all'esterno purchè venga riparata dal freddo, altrimenti si possono conservare i semi per la successiva primavera eliminando la pianta. La bocca di leone deve essere annaffiata regolarmente ma è bene aspettare che il terreno sia asciutto prima di una nuova annaffiatura; in autunno si possono diradare le annaffiature fino ad eliminarle quasi del tutto in inverno. Il terreno, che deve essere ben drenato, può essere concimato ogni 20-25 giorni con concime per fiori mescolato all'acqua delle annaffiature.Per moltiplicare la pianta si possono utilizzare i semi che come già detto si creano alla fine del ciclo vitale del fiore che vanno poi piantati in primavera e a partire da maggio si possono porre le piantine a dimora. Le bocche di leone possono soffrire a causa delle malattie fungine causate da piogge abbondanti o sbalzi termici che devono essere curate con fungicidi; un altro fastidio può essere la presenza degli afidi neri che spesso rovinano i fiori.
http://www.fiori-piante.info/giardino/bocca_di_leone.html

giovedì 17 maggio 2012

STORIE DI PRINCIPESSE :)



Peonia
Il fiore della peonia è tra i più venerati in Oriente da migliaia di anni come portatore di fortuna e di un matrimonio felice. Appariscente, lussureggiante, elegante incarna amore e affetto, prosperità, onore, valore, nobiltà d’animo e, in piena fioritura, pace. Dolcemente profumata e di lunga durata, definita 'rosa senza spine' dagli europei, simbolo delle romantiche storie d’amore


La peonia, considerata la ‘regina di tutti i fiori’ nella Cina antica, si è diffusa come pianta ornamentale con l'imperatore Yang (605-617) della dinastia Sui (581-618), diventando popolare e protetta nei palazzi imperiali durante la successiva dinastia Tang (618-907)


Simbolo tradizionale nell’arte floreale orientale, la peonia apparve dapprima nell’arte cinese per rappresentarne la forza vitale su quadri, porcellane, vestiti ricamati, paraventi dipinti e arazzi; in epoca contemporanea è spesso abbinata a raffigurazioni di uccelli e di bambù. Nelle raffigurazioni, il fiore bianco di peonia simboleggia la purezza verginale delle ragazze, mentre quello di colore rosso è più simbolico della femminilità erotica. Dopo l’introduzione in Giappone nel XVIII secolo, le immagini delle peonie sono comparse su arazzi, dipinti, stoviglie di porcellana, ricamate sui kimoni tradizionali in seta. Alla peonia sono anche dedicate molte poesie haiku, anche dai più famosi poeti e pittori, come Buson Yosa (1716-1784), che ne scrisse 28 haiku a tema su 3 mila, e Issa Kobayashi (1763-1828), con almeno 84 poesie su 20 mila haiku.


http://www.giardinaggio.net/Fiori/significato-dei-fiori/Peonia.asp

mercoledì 9 maggio 2012

TRIFOGLIO ! :)


TRIFOGLIO

Il termine Trifoglio deriva dal latino Trifolium che significa costituito da tre foglie, quale è la forma che contraddistingue le foglie di questa pianta. Il trifoglio è da sempre conosciuto per la dolcezza del proprio nettare che attira ogni genere di insetto. Numerose sono le proprietà attribuite al Trifoglio e vanno dal potere calmante degli infusi ricavati con le foglie della pianta, utili soprattutto contro i mali di stagione, all'efficacia come antidoto per il veleno. Da sottolineare è infine che il Trifoglio è il simbolo della fertilità; il Trifoglio è infatti in grado di sintetizzare l'azoto atmosferico nel terreno restituendo allo stesso la fertilità. A tale proposito ricordiamo che durante la fase più tardiva dell'epoca rurale (1700) in tutta l'Europa si diffuse l'usanza di coltivare i terreni non più produttivi con il Trifoglio.


venerdì 4 maggio 2012

VOLO DI LIBELLULA :)



Libellula...
ORIGINE DEL NOME LIBELLULA 
L’etimologia della parola  Libellula  ha origine incerta e secondo alcuni
studiosi deriverebbe dalla parola latina libellus, cioè piccolo libro; questa
immagine evoca la figura dell’insetto posato, le cui ali, aperte o chiuse,
ricordano le pagine di un libro. Secondo altri questo nome potrebbe
essere il diminutivo di  libella,  cioè piccola bilancia, per il movimento di
oscillazione delle ali quando l’insetto è posato. Altri autori, invece, sono
convinti che Linneo derivò il nome libella dalla sua prima apparizione nel
testo  Libri de piscibus marinis di Guillaume Rondeletius (1554), in cui
l’autore assegnava il nome “libella insecto fluviatilis” a quello che
sicuramente era una larva di Zigottero, commentando che somigliava
nell’aspetto allo squalo martello, classificato come Libella marina.
Il termine Odonati fu creato dall’entomologo danese Fabricius nel 1793
per indicare l’intero ordine di questi insetti, ed  è una contrazione di
Odontognati, composta da  οδονς = dente e  γναϑος = mandibola; quindi
insetti dalle mandibole dentate.
LE LIBELLULE NELLA TRADIZIONE 
Le libellule sono sempre state presenti nella conoscenza popolare,
influendo in maniera positiva o negativa sull’immaginario collettivo, a volte
viste come portatrici di buona sorte e simboli di coraggio e a volte come
creature del male.
La visione della libellula nella tradizione differisce totalmente tra Asia
ed Europa; in paesi come Cina e Giappone viene considerata una presenza benigna e portatrice di buoni auspici, in Giappone è simbolo di coraggio,
forza, vittoria e felicità. Il primo imperatore del Giappone chiamò il suo
paese Akitsu shima, che significa”isola delle libellule”.
In Europa, al contrario, veniva vista, soprattutto nel Medioevo, come
cattivo auspicio e creatura del demonio.
Questa visione negativa si riscontra anche nei nomi assegnati alla libellula
nei vari paesi come, ad esempio,  dragonfly in Inghilterra,  caballito del
diablo  in Spagna,  aiguille du diable in Bretagna e  teufelspferd  in
Germania.
Una delle caratteristiche fantastiche attribuite alle libellule è quella di
avere la capacità di ferire le persone pungendole o morsicandole; questa
immagine è probabilmente dovuta alla caratteristica di alcuni Anisotteri
di avere l’ovopositore molto grande e somigliante a un pungiglione.
Tuttavia, in Europa la libellula non è sempre stata  vista come essere
demoniaco o pericoloso, ma anche come una creatura  dolce e delicata,
come dimostrano i nomi, solo al femminile,  damselfly (Inghilterra),
damoiselle (Francia) e jungfer (Germania).
Nei dialetti delle nostre zone i nomi attribuiti alle libellule sono molti. Per
gli Zigotteri in genere i nomi dialettali sono munga (monaca), suor (suora),
e  sciuréta d’acqua; e per gli Anisotteri  prîjvi (prete),  fra (frate),
cardinalu (cardinale) e papa (papa).
http://www.provincia.novara.it/Agricoltura/ProgettiRicerca/libellule_cirabebe.pdf

giovedì 19 aprile 2012

TODAY ...TULIPANO :)



Tulipano: non tutti lo sanno ma il fiore che rappresenta il vero amore è il tulipano, il fiore perfetto per una dichiarazione d'amore in piena regola. La leggenda popolare racconta che il fiore sia nato dal sangue di un giovane suicidatosi per amore. Perfetto per dire che amate e amerete per sempre. Onestà. Messaggio d'amore.
TULIPANO "ti amo"
Nessuno vuol togliere alla rosa rossa lo scettro di regina degli innamorati, però la letteratura parla chiaro: il fiore simbolo delle dichiarazioni d'amore, cioè quello che inequivocabilmente significa "ti amo", è il tulipano. Il sultano delle Mille e una notte ne lasciava cadere uno rosso ai piedi di una donna dell'harem per farle capire che era la prescelta. Ma una leggenda popolare sostiene, al contrario, che erano le odalische a lanciarli oltre le sbarre dell'harem per mandare messaggi al fidanzato perduto. Comunque sia, in tutto il mondo il tulipano parla d'amore. Forse perchè la leggenda più antica che lo riguarda (di origine persiana) sostiene che il fiore sia nato dalle gocce di sangue di un giovane suicidatosi per una delusione amorosa.
Attualmente, comunque, il suo significato non allude a relazioni sfortunate, bensì a quelle più equilibrate e perfette. Un'interpretazione diffusissima, ma in netta contrapposizione con altre credenze (meno in uso) che lo vedrebbero invece incarnare i sentimenti scostanti. Si tratta di voci difficili da conciliare, ma in fondo non c'è rischio di sbagliare: l'amore più duraturo non è forse quello fatto di mille capricci e vicendevoli inseguimenti?
Il tulipano è un fiore originario della Turchia. Molto apprezzato nell'antichità da Turchi e Persiani, fu introdotto in Europa nel 1500 e divennero subito di gran moda in Olanda e in Inghilterra. I prezzi aumentarono al punto che solo i più ricchi potevano permetterseli e perciò il governo inglese dovette imporre un prezzo fisso per i bulbi.
Il significato del fiore varia a seconda del colore:
Tulipano rosso: dichiarazione d'amore.
Tulipano giallo: c'è il sole nel tuo sorriso, amore disperato.
Tulipano screziato: i tuoi occhi sono splendidi
Tulipano violetto: modestia.


 http://www.carlosarno.it/carlosarno/altro/significatofiori.htm

lunedì 12 marzo 2012

FREE...CROCUS

 Etimologia [modifica]

Il nome del genere (Crocus) deriva dal greco Kròkos (c'è un esplicito riferimento a questo fiore nell'Iliade di Omero – Libro XIV, versetto 347) che significa “filo di tessuto” e si riferisce ai lunghi stigmi ben visibili nella specie più conosciuta (e coltivata) di questo genere (Crocus sativus). La prima documentazione dell'uso di questo nome lo abbiamo da Teofrasto di Efeso (Efeso, 371 a.C. – Atene, 287 a.C.), filosofo e botanico greco antico nonché discepolo di Aristotele.[3].
Altri testi traducono questo vocabolo (krokos) direttamente con “zafferano”, ma in realtà quest'ultima voce dovrebbe derivare dall’arabo Zaafran.
Il nome scientifico di questo genere è stato definito nel 1753 dal biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778).
 http://it.wikipedia.org/wiki/Crocus 


giovedì 23 febbraio 2012

FREE NYMPHAEA

Il genere Nymphaea è strettamente correlato al genere Nuphar. La differenza più evidente sta nel fatto che in Nymphaea i petali sono più grandi dei sepali, mentre in Nuphar i petali sono molto più piccoli dei sepali. Anche la maturazione del frutto è diversa: il frutto di Nymphaea affonda sotto il livello dell'acqua subito dopo che il fiore si è chiuso, mentre i frutti di Nuphar restano al di sopra del livello dell'acqua fino a maturità.
Le ninfee sono talvolta chiamate fiori di loto, ma non vanno confuse con le specie di loto indiano del genere Nelumbo, usate nella cucina asiatica e sacre all'Induismo ed al Buddhismo. Il genere Nelumbo inoltre appartiene ad un'altra famiglia Nelumbonaceae, e un ordine diverso Proteales.

Etimologia [modifica]

Paolo Bartolomeo Clarici (un botanico italiano: 1664 - 1725) nei suoi scritti afferma che il nome di questo genere (e della sua specie più conosciuta) fu voluto dal filosofo e botanico greco antico Teofrasto (in greco “Θεόφραστος”; Ereso, 371 a.C. – Atene, 287 a.C.) e da Dioscoride Pedanio (Anazarbe in Cilicia, 40 circa – 90 circa) medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone ”...perché ella ami e cresca nei luoghi acquatici e paludosi...”; ma, in alternativa a quando appena detto (è sempre il Clarici che scrive) Plinio riferisce che questi fiori furono nominati da una Ninfa tramutata in questo fiore perché gelosa di Ercole. In realtà sembra che il nome generico (Nymphaea) derivi dal vocabolo arabo ”nenufar” (derivato a sua volta dal persiano ”loto blu”). Ad introdurlo nella nomenclatura botanica è stato il medico, botanico e teologo tedesco Otto Brunfels (Magonza, 1488 – Berna, 25 novembre 1534) nel 1534[6].
Il nome scientifico attualmente accettato di questo genere (Nymphaea) è stato proposto in via definitiva da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 –Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.

Storia [modifica]

Gli antichi egizi adoravano le ninfee del Nilo, o fiori di loto come sono anche chiamate. N. caerulea apre i suoi fiori al mattino e li affonda nell'acqua al tramonto, mentre N. lotus fiorisce di notte e chiude i fiori al mattino. Resti di entrambi i fiori sono stati trovati nella camera sepolcrale di Ramesse II.
Gli egizi, che nella scelta dei simboli utilizzati nei loro geroglifici attingevano alla realtà che li circondava, avevano rappresentato la ninfea in alcuni segni. In uno di essi è disegnato il fiore di ninfea:
M9
mentre in un altro, utilizzato come simbolo numerico per indicare la cifra 10.000, è rappresentata una foglia di ninfea con lo stelo e il rizoma sommersi:


Tratta dall'album Altro e Altrove - Parole d'amore di popoli lontani (1993)
Il testo è di una poesia giapponese del 736. L'autore è anonimo.
Narra di una spedizione diplomatica verso il reame coreano di Shiragi. Un marinaio e la sua donna con queste parole si separavano.

domenica 15 gennaio 2012

ORECCHINI CALICANTO :)


Famiglia: Calycanthaceae
Origine: Estremo oriente
I rami fioriti di calicanto annunciano l’avvento dell’inverno. Ove tutto riposa, i calicanti inebriano i terrazzi ed i giardini con il loro sensuale profumo. Come per alcune magnolie, così i calicanti rivestono i propri rami senza foglie di una miriade di piccoli fiori dal profumo prepotente. Fiori gialli dal cuore bianco, traslucidi, sembrano piccole gelatine attaccate a lunghi i fusti grigi degli arbusti invernali. Tanto piccoli quanto delicati, i fiori si staccano facilmente dai rami con una semplice pressione. Questi cespugli possono raggiungere anche i 4 metri d’altezza sebbene la loro crescita non sia tanto veloce. Generalmente, data la scarsità di fioriture invernali, il calicanto viene venduto a mazzetti nei fiorai.

 http://www.gynevra.it/rubriche/SezFiori_2-a-d.html

 Il Calicanto (Chimonantus praecox) è una pianta originaria della Cina ed ha la particolarità di fiorire in inverno, nei mesi di gennaio e febbraio, ancor prima che sui suoi rami siano spuntate le foglie. I fiori, gialli esternamente e porpora all'interno, hanno un profumo intenso.Nel linguaggio dei fiori chi regala questi fiori offre la propria protezione e il proprio conforto alla persona che li riceve.


 http://www.dilloconunfiore.com/curiosita/significato.htm