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mercoledì 8 agosto 2012

DOLCEZZA :) ..... sampler 1



Dolcezza

Vocabolario on line

dolcézza s. f. [der. di dolce1]. – 

1. Sapore dolce, gradevole al palato: la ddello zuccherodel mieledi un frutto;bevanda che ha la ddel nettare

2. estens. 

a. La qualità di cosa che diletti e accarezzi delicatamente gli altri sensi, che dia una piacevole sensazione all’orecchio, all’olfatto, al tatto, alla vista: ddi un suonodi un profumodi un tessutovoceaccenti pieni di d.; ddi una tintadi un accostamento di colori (quando i colori siano delicati, non vivi e violenti). Con riguardo alla forma, di cosa che abbia linee regolari o sinuose: ddi un contornodi una curvadi lineamenti

b. Impressione dolce e gradita all’animo, al gusto estetico: una pace d’ineffabile d.;«Amor che ne la mente mi ragiona» Cominciò elli allor sì dolcementeChe la d.ancor dentro mi suona (Dante); Sentìa nell’inno la damara De’ canti uditi da fanciullo (Giusti); si sapeva di luoghi, in Napoli, forse nemmeno panoramici, ma dotati di una singolare d., che neppure i secoli ... sembrava avrebbero mai potuto cancellare (Anna Maria Ortese). Quindi, spec. al plur., gioia, piacere: gustare le d.dell’amoredi una vera amicizia. Come espressione d’affetto, riferito alla persona stessa: dmia!ddell’anima mia! 

3. Con altri usi estens.: 

a. Mitezza: ddel clima

b. Delicatezza, tenerezza: ddello sguardodell’espressionelo guardò con infinita dolcezza

c. Affabilità, amabilità: dd’indoledi carattere; nei rapporti con altre persone, modo d’agire privo di ruvidità o durezza: trattare con d.; si ottiene più con la dche con la violenza

d. Attenzione, precauzione nel compiere un atto senza movimenti bruschi:prendereposare con dun oggetto fragile

4. ant. Scarso tenore salino in liquidi o umori animali e vegetali: Le indicazioni ...sono il ridurre il sangue alla sua prima dolcezza (Redi).

martedì 17 luglio 2012

PROFUMO DI MARE




Profumo (dal latino per, "attraverso", e fumum, "fumo" attraverso il francese parfum) è una miscela di una base di alcool o sostanze oleose, con sostanze odorose, il cui uso è principalmente quello di procurare sensazioni olfattive gradevoli, che stimolino un senso di benessere.


martedì 10 luglio 2012

ORECCHINI CIELO :)




Cielo.. etimologia....
Il termine "cielo" deriva dal latino coelum o caelum, a seconda delle forme, e queste sembrano correlate rispettivamente al greco κοῖλος (koilos) con il significato di cavoincavato, e si rifà ad una radice ku- con il senso di essere convesso[2] (paragonabile al modo di dire italiano volta celeste); oppure al verbo caedo ossia tagliare perché gli astrologi dividevano il cielo in regioni[3].

giovedì 17 maggio 2012

STORIE DI PRINCIPESSE :)



Peonia
Il fiore della peonia è tra i più venerati in Oriente da migliaia di anni come portatore di fortuna e di un matrimonio felice. Appariscente, lussureggiante, elegante incarna amore e affetto, prosperità, onore, valore, nobiltà d’animo e, in piena fioritura, pace. Dolcemente profumata e di lunga durata, definita 'rosa senza spine' dagli europei, simbolo delle romantiche storie d’amore


La peonia, considerata la ‘regina di tutti i fiori’ nella Cina antica, si è diffusa come pianta ornamentale con l'imperatore Yang (605-617) della dinastia Sui (581-618), diventando popolare e protetta nei palazzi imperiali durante la successiva dinastia Tang (618-907)


Simbolo tradizionale nell’arte floreale orientale, la peonia apparve dapprima nell’arte cinese per rappresentarne la forza vitale su quadri, porcellane, vestiti ricamati, paraventi dipinti e arazzi; in epoca contemporanea è spesso abbinata a raffigurazioni di uccelli e di bambù. Nelle raffigurazioni, il fiore bianco di peonia simboleggia la purezza verginale delle ragazze, mentre quello di colore rosso è più simbolico della femminilità erotica. Dopo l’introduzione in Giappone nel XVIII secolo, le immagini delle peonie sono comparse su arazzi, dipinti, stoviglie di porcellana, ricamate sui kimoni tradizionali in seta. Alla peonia sono anche dedicate molte poesie haiku, anche dai più famosi poeti e pittori, come Buson Yosa (1716-1784), che ne scrisse 28 haiku a tema su 3 mila, e Issa Kobayashi (1763-1828), con almeno 84 poesie su 20 mila haiku.


http://www.giardinaggio.net/Fiori/significato-dei-fiori/Peonia.asp

mercoledì 9 maggio 2012

TRIFOGLIO ! :)


TRIFOGLIO

Il termine Trifoglio deriva dal latino Trifolium che significa costituito da tre foglie, quale è la forma che contraddistingue le foglie di questa pianta. Il trifoglio è da sempre conosciuto per la dolcezza del proprio nettare che attira ogni genere di insetto. Numerose sono le proprietà attribuite al Trifoglio e vanno dal potere calmante degli infusi ricavati con le foglie della pianta, utili soprattutto contro i mali di stagione, all'efficacia come antidoto per il veleno. Da sottolineare è infine che il Trifoglio è il simbolo della fertilità; il Trifoglio è infatti in grado di sintetizzare l'azoto atmosferico nel terreno restituendo allo stesso la fertilità. A tale proposito ricordiamo che durante la fase più tardiva dell'epoca rurale (1700) in tutta l'Europa si diffuse l'usanza di coltivare i terreni non più produttivi con il Trifoglio.


venerdì 4 maggio 2012

VOLO DI LIBELLULA :)



Libellula...
ORIGINE DEL NOME LIBELLULA 
L’etimologia della parola  Libellula  ha origine incerta e secondo alcuni
studiosi deriverebbe dalla parola latina libellus, cioè piccolo libro; questa
immagine evoca la figura dell’insetto posato, le cui ali, aperte o chiuse,
ricordano le pagine di un libro. Secondo altri questo nome potrebbe
essere il diminutivo di  libella,  cioè piccola bilancia, per il movimento di
oscillazione delle ali quando l’insetto è posato. Altri autori, invece, sono
convinti che Linneo derivò il nome libella dalla sua prima apparizione nel
testo  Libri de piscibus marinis di Guillaume Rondeletius (1554), in cui
l’autore assegnava il nome “libella insecto fluviatilis” a quello che
sicuramente era una larva di Zigottero, commentando che somigliava
nell’aspetto allo squalo martello, classificato come Libella marina.
Il termine Odonati fu creato dall’entomologo danese Fabricius nel 1793
per indicare l’intero ordine di questi insetti, ed  è una contrazione di
Odontognati, composta da  οδονς = dente e  γναϑος = mandibola; quindi
insetti dalle mandibole dentate.
LE LIBELLULE NELLA TRADIZIONE 
Le libellule sono sempre state presenti nella conoscenza popolare,
influendo in maniera positiva o negativa sull’immaginario collettivo, a volte
viste come portatrici di buona sorte e simboli di coraggio e a volte come
creature del male.
La visione della libellula nella tradizione differisce totalmente tra Asia
ed Europa; in paesi come Cina e Giappone viene considerata una presenza benigna e portatrice di buoni auspici, in Giappone è simbolo di coraggio,
forza, vittoria e felicità. Il primo imperatore del Giappone chiamò il suo
paese Akitsu shima, che significa”isola delle libellule”.
In Europa, al contrario, veniva vista, soprattutto nel Medioevo, come
cattivo auspicio e creatura del demonio.
Questa visione negativa si riscontra anche nei nomi assegnati alla libellula
nei vari paesi come, ad esempio,  dragonfly in Inghilterra,  caballito del
diablo  in Spagna,  aiguille du diable in Bretagna e  teufelspferd  in
Germania.
Una delle caratteristiche fantastiche attribuite alle libellule è quella di
avere la capacità di ferire le persone pungendole o morsicandole; questa
immagine è probabilmente dovuta alla caratteristica di alcuni Anisotteri
di avere l’ovopositore molto grande e somigliante a un pungiglione.
Tuttavia, in Europa la libellula non è sempre stata  vista come essere
demoniaco o pericoloso, ma anche come una creatura  dolce e delicata,
come dimostrano i nomi, solo al femminile,  damselfly (Inghilterra),
damoiselle (Francia) e jungfer (Germania).
Nei dialetti delle nostre zone i nomi attribuiti alle libellule sono molti. Per
gli Zigotteri in genere i nomi dialettali sono munga (monaca), suor (suora),
e  sciuréta d’acqua; e per gli Anisotteri  prîjvi (prete),  fra (frate),
cardinalu (cardinale) e papa (papa).
http://www.provincia.novara.it/Agricoltura/ProgettiRicerca/libellule_cirabebe.pdf

martedì 27 marzo 2012

GHIRLANDA PASQUALE



 
 ...per la sagoma degli uccellini... http://www.disegnidacoloraregratis.it/animali/uccelli.php  forbice, carta,  tessuto a piacere, colla vinavil e filo  (in questo caso filo da uncinetto oro ma può essere anche spago ) per bordare l'uccellino.   Tre perline per l'occhio, ago e  filo per cucirle.

Olivo
La storia dell'olivo è profondamente legata a quella dell'umanità; nelle origini di questo prezioso albero storia e mitologia si intrecciano, fino a confondersi. Comparsa per la prima volta probabilmente nell'Asia occidentale, la pianta dell'olivo si diffuse in tutta l'area mediterranea, dove il suo culto fu consacrato da tutte le religioni.
Fin dai tempi più remoti l'olivo venne considerato un simbolo trascendente di spiritualità e sacralità. Sinonimo di fertilità e rinascita, di resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre, simbolo di pace e valore, l'olivo rappresentava nella mitologia, come nella religione, un elemento naturale di forza e di purificazione.
E' ormai accertato che la coltivazione dell'olivo risale ad almeno 6.000 anni fa: ne fanno fede racconti tradizionali, testi religiosi e rinvenimenti archeologici.
Probabilmente la pianta ebbe il suo habitat originario in Siria ed i primi che pensarono a trasformare una pianta selvatica in una specie domestica furono senza dubbio popoli che parlavano una lingua semitica.
Dalla Siria facile fu il suo trapianto in Grecia dove trovò una inaspettata fortuna e applicazione che la resero, poi, indispensabile ai popoli antichi del Mediterraneo.
A conferma della millenaria storia dell'olivo ricordiamo come la tradizione pone di fronte all'antica Gerusalemme il "Monte degli Ulivi", o come la bellezza di questa pianta sia cantata spesso nell' "Antico Testamento" (v. libro del profeta Osea dove il Dio d'Israele è paragonato alla magnificenza dell'olivo).
Sono circa settanta le citazioni che se ne fanno nella bibbia. D'altra parte che questo fosse un simbolo è chiarito anche dall'episodio della colomba che torna all'arca di Noè tenendo nel becco un rametto d'olivo. Lo stesso nome di Gesù, christos, vuol dire semplicemente unto. La Bibbia racconta che fu un Angelo a dare a Seth, il figlio di Adamo, tre semi da mettere fra le labbra del padre dopo la sua morte. Dalle ceneri di Adamo germogliarono così un cedro, un cipresso e un olivo.
Nella tradizione cristiana, da secoli, viene usato olio d'oliva per la celebrazione di alcuni sacramenti: Cresima, ordinamento sacerdotale, Estrema Unzione. Ed è un rametto di olivo benedetto che viene distribuito a tutti i fedeli la Domenica delle Palme, in ricordo della resurrezione e come simbolo pace.
Nell'antica Grecia agli Ateniesi vincitori venivano offerti una corona di olivo ed un'ampolla d'olio; mentre gli antichi Romani intrecciavano ramoscelli di olivo per farne corone con le quali premiare i cittadini più valorosi.


martedì 28 febbraio 2012

FREE..VIOLETTA DI PARMA :)


Un vero mito ancora oggi, ricordo indelebile nel cuore dei parmigiani:
il ducato felice di Maria Luigia,seconda moglie di Napoleone Buonaparte, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847.
La sovrana austriaca che seppe conquistare l'amore e la fiducia dei suoi sudditi governando per un lungo periodo in pace e prosperità.
La violetta dorosa, il fiore diletto di cui si circondava, è diventato da allora il simbolo della città, quasi oggetto di culto.
Ancor prima del suo arrivo in Italia, nel 1815 scriveva dal castello di Schonbrunn alla sua dama d'onore a Parigi: "Vi prego di farmi tenere qualche pianta di Violetta di Parma con la istruzione scritta per piantarle e farle fiorire; io spero che esse germoglieranno bene, poichè io divengo una studiosa di botanica, e sarò contenta di coltivare ancora questo leggiadro piccolo fiore..."
E non appena arrivata a Parma ella si occuperà personalmente della loro coltivazione, sia nell'Orto Botanico da Lei voluto, sia nel giardino della residenza estiva di Colorno.
Maria Luigia amò la viola anche come simbolo e come colore: in alcune lettere una viola dipinta sostituisce la sua firma, e viola volle che fossero le divise dei suoi valletti, gli abiti dei cortigiani, i propri mantelli.
A Maria Luigia ed al suo amore per questo fiore si deve l'esistenza del profumo "Violetta di Parma": fu lei ad incoraggiare e a sostenere le ricerche dei frati del Convento dell'Annunciata,che, dopo un lungo e paziente lavoro, riuscirono ad ottenere dalla violetta e dalle sue foglie un'essenza del tutto uguale a quella del fiore.
I primi flaconi di Violetta di Parma, prodotti grazie alla abilità alchemica dei frati erano unicamente destinati all'uso personale della Duchessa Maria Luigia.
Fu da questi stessi frati che verso il 1870 Ludovico Borsari ebbe la formula segreta, sempre gelosamente custodita, per la preparazione di quel profumo ed ebbe per primo la coraggiosa idea di farne una produzione da offrire ad un pubblico più vasto.
Inizia così la carriera il futuro cavaliere Ludovico Borsari, che trasformerà la sua iniziativa nella prima grande industria italiana di profumi, nota in tutto il mondo. Abili creatori realizzarono scatole e confezioni preziose e soprattutto bellissimi vetri lavorati, che caratterizzeranno la produzione Borsari 1870 per oltre un secolo. http://www.parmaitaly.it/storia.html

giovedì 16 febbraio 2012

LITTLE LOVE... VIOLA DEL PENSIERO :)

Viola del pensiero....
La Viola del Pensiero fu uno dei simboli utilizzati durante l'Impero di Napoleone dalle compagini dei sui sostenitori, che anche clandestinamente sostenevano il proprio Imperatore; pare infatti che la Viola del Pensiero fosse la parola d'ordine dagli stessi utilizzata. La mitologia greca associa invece la Viola del Pensiero alla bellissima ninfa Io, di cui si innamorò perdutamente Giove, che, proprio per questo, fu trasformata per volere di Giunone in giovenca. Il significato comunemente attribuito alla Viola del Pensiero è dunque quello di riflessività e ricordo.
 http://www.giardinaggio.it/Linguaggiodeifiori/singolifiori/violadelpensiero.asp

 Viola del pensiero: pensiero intenso e romantico, è adatta per essere donata agli anniversari. Il significato delle viole è molto conosciuto. "Ti penso".
 http://www.carlosarno.it/carlosarno/altro/significatofiori.htm

domenica 15 gennaio 2012

ORECCHINI CALICANTO :)


Famiglia: Calycanthaceae
Origine: Estremo oriente
I rami fioriti di calicanto annunciano l’avvento dell’inverno. Ove tutto riposa, i calicanti inebriano i terrazzi ed i giardini con il loro sensuale profumo. Come per alcune magnolie, così i calicanti rivestono i propri rami senza foglie di una miriade di piccoli fiori dal profumo prepotente. Fiori gialli dal cuore bianco, traslucidi, sembrano piccole gelatine attaccate a lunghi i fusti grigi degli arbusti invernali. Tanto piccoli quanto delicati, i fiori si staccano facilmente dai rami con una semplice pressione. Questi cespugli possono raggiungere anche i 4 metri d’altezza sebbene la loro crescita non sia tanto veloce. Generalmente, data la scarsità di fioriture invernali, il calicanto viene venduto a mazzetti nei fiorai.

 http://www.gynevra.it/rubriche/SezFiori_2-a-d.html

 Il Calicanto (Chimonantus praecox) è una pianta originaria della Cina ed ha la particolarità di fiorire in inverno, nei mesi di gennaio e febbraio, ancor prima che sui suoi rami siano spuntate le foglie. I fiori, gialli esternamente e porpora all'interno, hanno un profumo intenso.Nel linguaggio dei fiori chi regala questi fiori offre la propria protezione e il proprio conforto alla persona che li riceve.


 http://www.dilloconunfiore.com/curiosita/significato.htm


giovedì 8 dicembre 2011

VERSO IL NATALE....ANGIOLETTO... 17


ANGELO
- 'essere intermedio tra l'uomo e Dio' (av. 1294); 'persona di virtù soprannaturali, di bellezza straordinaria' (av. 1416).
Deriva dal latino tardo angelum, col derivato angelicum, dal greco ángelos, 'nunzio, messaggero', passato poi nel latino cristiano al significato di 'messaggero di Dio, angelo' per calco sull'ebraico mal(ĕ)' ākh(ĕ), col derivato angelikós
  http://etymos.splinder.com/post/21003449/etimologia-di-angelo

giovedì 13 ottobre 2011

COLLANA OTTOBRE :)



OTTOBRE
Ottobre è il mese dedicato a Marte, il dio della guerra e della lotta, in antichità visto come lo scontro tra l’estate con l’inverno che arriva a prendere il suo posto.

Ottobre nel calendario gregoriano è il decimo mese, ma quello che può sembrare solo un numero in realtà è carico di significati.
Il numero dieci simboleggia la perfezione, formato dalla somma delle prime quattro cifre 1+2+3+4: esprime la totalità, il compimento e la finalità di tutte le cose.

E’ chiamato anche Cielo, ad indicare sia la perfezione che il dissolvimento di tutto in quanto contiene tutte le possibili relazioni numeriche.

http://www.segnalanotizia.it/arte-cultura/702-il-mese-di-ottobre-significato-e-tradizioni.html

venerdì 7 ottobre 2011

PETUNIA

 
PETUNIA
SIGNIFICATO: AMORE CHE NON SI RIESCE A TENER NASCOSTO
FAMIGLIA: Solanaceae
LUOGO D’ORIGINE: America Meridionale
DESCRIZIONE: Pianta erbacea dalla splendida e abbondante fioritura, infatti viene coltivata in vaso o in fioriera proprio per creare giochi di colore. Si sviluppa in fitti cespugli, presenta foglie dalla tonalità del verde chiaro, ammantate da una lieve peluria. Il tocco di colore è dato dai fiori di forma tubolare, che possono avere diverse nuance di colore: bianco, lilla, rosa, viola e blu.
 E' una pianta che resiste bene anche alle basse temperature, è una pianta che richiede d'essere posta in un luogo ben soleggiato.
PERIODO DI FIORITURA: inizia in primavera e si protrae fino all'autunno inoltrato
CURIOSITA': E' una pianta tipica del Brasile, in cui si trova allo stato naturale a ridosso delle foreste. Assume il significato di amore che non si riesce a tener nascosto proprio per la sua copiosa e abbondante fioritura.

Etimologia: dal portoghese (di origine tupi) “petum”, tabacco, per la somiglianza delle foglie con quelle della specie in questione.

mercoledì 28 settembre 2011

AUTUNNO 2011

AUTUNNO...

http://www.etimo.it/?term=autunno


In latino è auctumnus.
In sumero è A UG4 TUM NUS:seme generante (A UG) portato via (TUM) dall’immagine della morte (NUS)’ [vedi www.siagrio.it /Antares a Indice art. 52].

Il seme è il motore della vita, un motore che deve essere interrato in autunno per germinare la vita alla fine dell’inverno.
E’ SAG US, ‘inizio e fine’, Saturno il Sator, il seminatore: in mezzo –la storia, che è un TUR, un giro –GIR U- incessante per gli uomini –.
Alla domanda quid faciat laetas segetes, che cosa riempia di gioia le terre seminative, con la quale Virgilio lancia le Georgiche, il Seminatore risponde –sono io!-.
Il seme, semen in latino è esse l’essere di men, degli uomini.
La dea Iside ne è regina per gli Egizi, ISH TAR per gli Accadi.
TAR ISH TAR è non essere-essere-non essere, il dilemma di Amleto.
Non essere presenti è una brutta cosa.

Essere è vivere, cioè poter seminare il proprio essere di emozioni, di valori e di pensieri.